Questo editoriale è un parziale commiato. Sì, Germogli dopo questo numero di dicembre 2014 non sarà più stampato. Troppo onerosi i costi della parte tipografica e della distribuzione che si andavano a sommare ai seppur minimi riconoscimenti per i collaboratori. Purtroppo gli abbonamenti e le copie vendute non sono riusciti a far quadrare i conti. È giusto, poi, che il generoso supporto ricevuto in questi anni da persone “illuminate” non debba protrarsi all’infinito. Quando una formula non va, non funziona, bisogna essere capaci di ammetterlo e, seppure a malincuore, fare la cosa giusta: in questo caso sospendere la stampa.
Germogli non sarà più stampato dunque. Peccato! Non strappiamoci comunque i capelli dalla testa perché Germogli continuerà a essere pubblicato.
Ecco la grande novità! Chiunque potrà leggerlo scaricandolo gratuitamente dal web. La rivista sarà la stessa e potrà essere consultata sul sito www.germogli.org, articolo dopo articolo, e anche scaricata nei formati pdf ed e-pub per essere letta sui supporti digitali come l’ipad, il kindle, il kobo, il sony prs, ecc. Nel documento scaricato l’aspetto grafico dell’impaginazione sarà identico a quello che avete sempre visto e che ora, mentre state leggendo questo editoriale, vi trovate in mano. A parte la carta, che sarà sostituita dallo schermo digitale, la rivista Germogli rimarrà identica in tutto e per tutto.
Anzi no, cambierà anche un’altra cosa fondamentale: sarà gratuita. Solo chi vorrà potrà donare qualcosa per continuare a sostenerla. Si tratta di una formula chiamata “libero apprezzamento” e dipende soltanto dal “sentire”, inteso nel senso di aver voglia di contribuire economicamente a questa nuova impresa, e dal “potere”, cioè dall’avere la possibilità di permettersi in momenti sociali così difficili come quelli odierni di contribuire con 1, 2, 50… euro alla diffusione del pensiero pedagogico donato all’umanità da Rudol Steiner.
La scelta di distribuire Germogli gratuitamente, che può avvenire solo attraverso il digitale, avrà anche una ricaduta estremamente importante non solo per la diffusione in sé ma anche per l’aspetto che riguarda una più allargata possibilità di interagire con la società in genere. Germogli a questo punto diventa vero strumento sociale donato a tutti per avvicinare la visione della Scienza dello spirito antroposofica soprattutto nell’aspetto pedagogico e nutrizionale.
Questo abbandono della carta stampata è stata una decisione sofferta e ponderata… Fino all’ultimo rimandata. Ancora al rientro dalle vacanze questa possibile evoluzione, anche se la più logica da attuare, non era ancora definita. In effetti, consapevoli delle qualità e potenzialità di Germogli, ormai una realtà affermata, “ci piangeva il cuore” farne morire la bella versione cartacea, ma per rinascere bisogna pur morire.
Il percorso di Germogli credo si possa leggere anche come il manifestarsi di una serie di occasioni.
La prima occasione: la congiuntura di tre forti sensibilità coniugate al femminile, Adele, Edda e Giovanna. Sono ormai quattro anni compiuti che la rivista Germogli regolarmente viene stampata, questo è il diciassettesimo numero. Il primo risale al Natale del 2010 e al coraggio e alla caparbietà di Adele Ansante che, con la sua casa editrice torinese Aedel, mise a disposizione la sua “macchina editoriale” per far vedere la luce al piccolo progetto costruito con l’amica Giovanna Chiantelli, maestra e formatrice di insegnanti steineriani che ancora oggi garantisce la qualità antroposofica e pedagogica di ogni articolo pubblicato su Germogli. Edda, poi, ha aderito al progetto con la sua consueta generosità. Questi primi due anni, infatti, sono stati ricchi di grandi aspettative, di enormi sforzi, volontà e abnegazione che hanno potuto esprimersi solo grazie alla Monda (Edda Sanesi) e a EcorNaturaSì. A Fabio Brescacin va un mio personale e speciale grazie anche se non fa parte della triade femminile. Edda e Fabio hanno creduto nella rivista sostenendola dal primo numero a oggi sia economicamente (inserendo la pubblicità delle loro attività) sia nella diffusione (acquistando diverse copie e distribuendole all’interno delle
loro realtà).
La seconda occasione: l’impegno si fa più importante (bisogna occuparci direttamente dell’impaginazione, della stampa e della distribuzione), i collaboratori che apprezzano questo progetto aumentano e l’identità della rivista si completa e definisce sempre più. Dopo il numero di dicembre 2012 la Aedel, dispiaciuta di non riuscire a mantenere il ritmo delle scadenze di una rivista, ha passato il testimone dell’editore di Germogli alla Varianti Editore, una piccola casa editrice che, sobbarcandosi in toto la responsabilità editoriale, ha consentito la prosecuzione per altri due anni di questa bella e per noi utile esperienza che purtroppo sembra non aver riscosso l’approvazione di alcune persone dell’ambito milanese, cosa che in noi ha provocato del dolore ma che, dopo attenta riflessione, non ha impedito di proseguire l’iniziativa essendo sempre più convinti della sua utilità. Sappiamo, poi, che Giovanna Chiantelli, alla luce della sua esperienza pedagogica, trova che sia fondamentale avvicinare il più possibile i genitori alla conoscenza di ciò che sta alla base di ogni azione pedagogica. In realtà questa avventura editoriale anche se è diventata ancora più impegnativa è stata ben sostenuta anche dall’apprezzamento crescente tra i genitori dei bambini steineriani e gli insegnanti delle scuole Waldorf. Così Germogli ha continuato a crescere, anche se purtroppo non abbastanza. Nel tempo, infatti, ha ricevuto molti riconoscimenti per il lavoro svolto e alcune critiche che sarebbe stato opportuno fossero state più numerose per permetterci di migliorare più in fretta ed evitare qualche errore che sicuramente è stato fatto.
La cosa più interessante per Germogli resta comunque la crescita del numero di collaboratori, tra insegnanti steineriani e vari professionisti dell’antroposofia, che è andato aumentando di pubblicazione in pubblicazione. In questi quattro anni da loro sono arrivati contributi validissimi, testimonianze dell’energia, dell’impegno e del sacrificio profusi. Non ci si pensa, quando lo si legge, ma un bell’articolo scritto bene e ricco di importanti informazioni è il frutto di consistenti fatiche oltre che della coscienza di condividere le proprie esperienze nel percorso di autoeducazione che ognuno di noi cerca di perseguire.
La terza occasione: la nuova avventura online e la diffusione in forma digitale e gratuita. Germogli, in realtà, era una rivista già quattro anni fa pensata per andare online. Il web, però, era ancora visto solo come una terribile ragnatela che ci avrebbe avviluppati e omologati tutti. Si insinuava, non senza valide motivazioni, che sarebbe stata foriera di trappole mediatiche che avrebbero allontanato e mistificato la coscienza umana negandoci la grande opportunità di cui nei nostri tempi l’uomo deve farsi carico: la libertà di scegliere coscientemente il suo percorso evolutivo. Oggi, per fortuna, insieme all’enorme pericolo che Internet comunque “incarna” (in realtà neanche tanto visto che sempre più tutto ciò che per il web si crea, si muove, si condivide e si diffonde finisce nel cloud, nella nuvola…), se ne cominciano a vedere anche le enormi potenzialità che con misura, “intelligenza” e amore possono coscientemente essere impiegate in positivo. Potenzialità che, stando sempre attenti, possono riguardare anche la diffusione e lo svelamento del pensiero di Steiner e di chi, per esempio maestri, dottori e artisti, rifacendosi a lui e alle sue indicazioni, cerca quotidianamente di metterne in pratica la propria personale interpretazione ed evoluzione. Questo è anche ciò che può accadere per la rivista Germogli e per gli articoli che suo tramite possono essere proposti a un più ampio pubblico. Del resto è anche vero che oggi le “trappole” del web possono essere considerate molto più evidenti e circoscritte, e quindi agevolmente evitabili, di altre subdole o malefiche che ogni giorno nella vita reale ci vengono incontro da pensieri, persone e cose possedute e guidate in modo preponderante da egoismi, indifferenza verso gli altri, avidità di potere e di ricchezze materiali. Lucifero e Arimane oggi aggrediscono gli uomini ed è sempre più difficile difendersi dalle loro seduzioni. Tutti, comunque, si è sempre, attimo dopo attimo, oggetto dell’interesse delle forze dell’antiamore e con queste ci si deve confrontare sforzandoci di trovare l’energia per trasformarle, metamorfosandole in quell’amore operante sempre più disinteressato che si dovrà estendere progressivamente nel corso del tempo a tutto il genere umano.Tema quest’ultimo molto caro a Giovanna Chiantelli che spesso lo ha richiamato nei suoi scritti. Probabilmente, poi, come Steiner ci indica per la nostra epoca di cultura dell’anima cosciente, proprio quando si è particolarmente attivi su certi temi le forze del male si risvegliano per contrastare e distruggere, circostanze queste che dovrebbero stimolare l’attenzione per i segnali che consentono di percorrere le strade giuste trasformando le energie negative in positive. Diventeremo così sempre più capaci di realizzare il bene: soltanto nel dono disinteressato di sé si attivano le grandi forze spirituali della compassione e dell’amore che ci saranno di sostegno.
Dal prossimo numero, dunque, Germogli sarà online e gratuito. Scaricatelo, leggetelo e diffondetelo. Segnalatelo via mail, via Facebook, via Twitter e attraverso tutti i social media che conoscete. Se poi incontrate qualcuno che con Internet non ha dimestichezza ma potrebbe essere interessato alla pedagogia steineriana, stampategli un articolo e regalateglielo. A voi, affezionati lettori di Germogli, il mio sentito grazie dal profondo del cuore.

Sergio Giannetta,Sergio-Giannetta
giornalista e papà
di Edoardo, bimbo
di una sesta classe
steineriana a Milano