Solo un’educazione sana può salvare la nostra umanità
Sergio Giannetta

È pronto, a disposizione per essere scaricato gratuitamente, il numero di settembre di Germogli. Ma questo già lo sapete visto che state leggendo questo editoriale. Mi permetto di farlo presente solo per ricordarvi che potete far conoscere questa rivista a tutte quelle persone con cui riterrete opportuno condividere i temi trattati negli articoli di questo nuovo numero della rivista.
Come ormai sapete, questo mese è anche il mese in cui il 12 settembre, all’interno del Festival della biodiversità del Parco Nord di Milano, si terrà il primo convegno promosso da Germogli il cui tema si riassume nel titolo Biotutto: salvaguardiamo la vita dal suo inizio. Un nutrito e autorevole numero di relatori si susseguiranno per tutta la giornata con interventi specifici su argomenti che arricchiscono e allargano la visione del compito pedagogico di maestri e genitori impegnati nel far crescere i nostri figli nel modo più completo, “sano” e vicino alla pedagogia di Rudolf Steiner. Per Germogli lo scopo di questo convegno è sempre lo stesso: venire in aiuto soprattutto dei genitori e di chi si occupa di bambini richiamando l’attenzione sul metodo pedagogico Steiner-Waldorf e sapendo che per attuarlo efficacemente non basta mandare i figli nelle scuole che lo praticano, ma che è necessario anche prendere coscienza di tutto ciò che costituisce la vita umana sulla Terra. Ambiente, Architettura, Alimentazione, Agricoltura, Medicina e Arte: tutto questo non può non confluire e conglobarsi nella Pedagogia, esserne il necessario corollario. Dalla presentazione del convegno scritta da Giovanna Chiantelli cito questo piccolo estratto: «Accompagnare nel lungo percorso evolutivo un essere umano per condurlo a divenire un adulto libero, equilibrato e responsabile può diventare la più eccelsa opera d’arte che può realizzarsi solo con una stretta collaborazione fra scuola e genitori.
Personaggi di riferimento del mondo antroposofico italiano si sono messi a disposizione sui vari temi qui accennati per dare
il loro contributo a una visione dell’esistenza umana sulla Terra che ne tuteli l’elemento vitale (da cui per il titolo abbiamo creato il neologismo “Biotutto”) e offra una visione completa dell’uomo sottolineandone l’importanza fin dal suo primo vagito». L’architetto Stefano Andi ci parlerà dell’architettura della natura in divenire in rapporto alla metamorfosi dell’uomo, il presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica Carlo Triarico tratterà dell’importanza della biodinamica per i cittadini, in particolare per quelli “piccoli”, il medico veterinario antroposofo Claudio Elli risponderà alla domanda “Quale libertà per animali e uomini sempre più imprigionati dal cemento?”, il maestro e formatore Shantih Pintor  relazionerà su una pedagogia realmente fondata sulla conoscenza dell’essere umano, l’amministratore delegato di EcorNaturaSì Fabio Brescacin affronterà il tema del produrre, lavorare e distribuire il cibo oggi pensando ai bambini e al loro futuro, la presidente della Società Italiana di Medicina Antroposofica Laura Borghi ci parlerà dell’alimentazione e della medicina a fronte del degrado ambientale che ci circonda.
In questa pubblicazione autunnale di Germogli sono diversi gli interventi che affrontano argomenti in diretta relazione con i problemi che possono sorgere nei bambini che affrontano il secondo settennio della loro vita e in particolare l’importante evoluzione del corpo e dello spirito propri del periodo adolescenziale. Nella Breve nota al Il ragazzo che andò in cerca della luna Roberta Tazzioli ci spiega le implicazioni pedagogiche e steineriane presenti nel racconto che accompagna questo numero di Germogli e che possono essere utili ai genitori per indirizzarne la lettura ai propri bambini ed essere tenute in considerazione nel caso si decida di far leggere il racconto direttamente dai propri ragazzi più grandi. Il protagonista, Liam, parte alla ricerca della Luna per esaudire la richiesta della sorella. Un oggetto che chiaramente non si può trovare su questa terra. Il racconto è particolarmente adatto ai bambini delle scuole Waldorf ai quali viene impartito il primo insegnamento di geografia. La ricerca di un luogo che non può essere visto e che non può essere rischiarato dalla luce del giorno è ritenuto da tutti impossibile e sciocco, come del resto lo stesso Liam è considerato. La sua impresa, però, è accettata sia per la bontà che traspare dal suo essere sia per la forte volontà che accompagna la sua azione. In realtà, sebbene in Liam siano rimaste indietro le forze dell’intelletto è in compenso straordinariamente sviluppata la volontà che gli permetterà di varcare la soglia chiusa alla normale coscienza. L’incontro con il mondo spirituale risveglierà in Liam quelle forze dell’intelletto non ancora sviluppate che gli consentiranno di discriminare e dare un limite alla sua azione. Sara Innocenti nella seconda parte del suo articolo L’educazione del bambino dalla nascita alla maturità scolastica affronta il periodo in cui il fanciullo a partire dal settimo anno comincia un nuovo percorso che lo condurrà a essere in grado di pensare astrattamente e attraverso le similitudini, di accogliere i misteri dell’esistenza. Anche il rapporto con il maestro si evolve. Se prima l’attenzione dell’insegnante si manifestava soprattutto come vicinanza fisica, ora a ciò si deve aggiungere il contatto e il sostegno animico. Venerazione, rispetto e amore per il maestro ora devono sorgere spontaneamente. In questa fase è il temperamento che deve intervenire a equilibrare l’eterno con il transitorio. È in questo momento che il bambino impara a scrivere, partendo dall’immagine in quanto il segno grafico di ogni lettera deriva da un’immagine del mondo ben precisa. A partire dai sette anni, sottolinea Innocenti, è bene leggere o raccontare storie che mettano in luce i primi tentativi di lotta tra le potenze buone e quelle cattive. Mediante gli esercizi e i problemi l’adolescente imparerà a trovare la verità da solo, a liberarsi dal legame con gli adulti e a vivere nel mondo come individuo. In Ciò che ci nutre nel pane Giovanna Chiantelli ci racconta la sua esperienza di adolescente in un paese del Casentino nel periodo della Seconda guerra mondiale, ci parla di valori e opportunità sociali e morali forse ormai irrimediabilmente persi. Chiantelli affronta il problema del cibo e dell’importanza che sempre più oggi assume l’origine delle sostanze usate per la sua preparazione e i sentimenti che animano chi cucina in quanto questi si riversano negli alimenti. Per Chiantelli l’alimentazione al giorno d’oggi non trasmette piů all’uomo la forza di rendere manifesto lo spirituale nel fisico. È importante, quindi, che si assumano alimenti sani, nei quali già alla sorgente l’agricoltore si preoccupa di infondere in ciò che coltiva, attraverso azioni d’amore, il meglio della propria individualità. Alessio Gordini nel suo articolo Dall’esperienza al concetto per un’educazione morale pone l’accento sulla necessità di un risanamento della convivenza sociale dalla quale nei nostri tempi emergono prepotentemente inquietanti segnali di debolezze dell’anima umana. Questo risanamento dice Gordini, per essere reale, sincero ed efficace può partire solo dall’educazione. Ne consegue una pedagogia attenta all’atto conoscitivo, cioè a quel fine che l’uomo persegue da sempre non appena si confronta con i fenomeni del mondo, una pedagogia attenta a risvegliare incessantemente la voglia di stupirsi,
uno dei maggiori stimoli alla base della conoscenza e della ricerca scientifica perché è tramite la scienza che si cerca la verità che si cela dietro ai fenomeni. Una pedagogia che non educhi l’uomo in modo unilaterale disumanizzandolo ma rivolta all’educazione del sentire e del volere evitando così di creare predisposizioni agli automatismi e all’omologazione. Anche l’architetto Stefano Andi si sofferma nel suo articolo Rieducazione alla natura e ricupero del paesaggio sulla necessità di ripensare l’impostazione sociale delle comunità umane del futuro e porta gli esempi di bellissime realtà che negli anni si sono organizzate in diverse parti del mondo. Sekem in Egitto è uno straordinario esempio di triarticolazione sociale a sfondo antroposofico. Secondo Andi per provare a porre un rimedio si può davvero iniziare partendo dalle campagne perché la civilizzazione moderna in un paio di secoli e soprattutto negli ultimi cinquanta anni ha quasi ovunque scardinato e cancellato le forme e i caratteri del paesaggio agrario tradizionale, senza introdurre un modello nuovo. Soltanto una nuova idea culturale sociale e spirituale, dice Andi, può incardinare un nuovo paesaggio agrario e la vita scolastica steineriana porterebbe sostanza e integrazione, arricchimento anche alla giornata lavorativa del contadino.
In questo numero autunnale di Germogli è presente anche la trascrizione di una conferenza tenuta quest’anno dal maestro di musica Tommaso Masini dal titolo La musica come sostegno per la vita. Masini descrive il momento in cui, in base alle caratteristiche individuali del bambino, avviene la scelta dello strumento musicale nella scuola steineriana. Partendo dal presupposto che nello studio dello strumento musicale è fondamentale l’aspetto della volontà in tutte le sue implicazioni Masini ci parla dei gradi della volontà in rapporto alla musica, attraverso il percorso antropologico che va dall’istinto all’inclinazione, dal desiderio al motivo,  all’anelito al proposito e infine alla risoluzione. Masini, poi, ci racconta la sua esperienza del momento vissuto dai bambini quando si avvicinano allo strumento. Seguono le spiegazioni di cosa sono la musica e il suono e di come per ogni bambino si procede alla scelta dello strumento con il quale poi sarà inserito nell’orchestra della scuola. Nella terza e ultima parte dell’articolo Processo di formazione dell’uomo e cosmo Giovanna Chiantelli ci descrive il periodo di formazione del ragazzo a partire dal quattordicesimo anno, quando la base corporea che l’essere umano ha in comune col regno animale è compiuta e le sue facoltà intellettuali intorno a questa età hanno raggiunto il loro massimo. Chiantelli ci parla della pedagogia del terzo settennio che deve essere capace di portare incontro ai giovani le forze vitali e armonizzanti del Sole, vero serbatoio di vita del nostro sistema planetario. Ci racconta delle forze stellari dalle quali promana l’elemento consonantico del linguaggio. E poi di Saturno che con fedeltà conserva la memoria cosmica dell’universo, della saggezza di Giove che esige un pensiero limpido e cristallino, di Venere che non ha interesse per il cosmo ed è molto sensibile per tutto ciò che accade sulla Terra come se il nostro pianeta fosse il “suo amante”, di Mercurio da cui provengono le forze che speculano e combinano i risultati della conoscenza. L’appuntamento trimestrale con la rubrica La voce del medico vede la dottoressa Laura Borghi consegnarci l’articolo dal titolo La medicina antroposofica. Un esempio curativo dal regno vegetale incentrato sulle proprietà dell’ortica.